Domande Frequenti

Per cura canalare si intende la devitalizzazione di un dente o il ritrattamento dei canali dentari, precedentemente devitalizzati, qualora presentino patologie correlate.
Normalmente si esegue prima un’anestesia, che evita qualunque dolore.

La placca batterica è un miscuglio, molto adesivo sui denti e anche sulle mucose, di microrganismi (soprattutto batteri, ma possono anche esserci virus e funghi), che peraltro sono usualmente normali abitatori della nostra bocca, i quali, in certe condizioni favorevoli (favorevoli per i batteri, ma non per noi) – tra cui la cattiva igiene orale – si moltiplicano e si aggregano, con la partecipazione di sostanze secrete con la nostra saliva (mucopolisaccaridi e sali di calcio e magnesio), si incollano a strati sui denti, sulle gengive e sulle mucose, diventano aggressivi per i tessuti sottostanti e iniziano a produrre lesioni dello smalto, della gengiva, dell’osso, che possono diventare molto gravi per i tessuti colpiti.

Se non ci sono ragioni particolari, se il bambino non si lamenta per il mal di denti, se i genitori non notano irregolarità nella crescita dei denti da latte o colorazioni strane dei denti stessi – tenuto conto del grado di collaborazione del bambino nei confronti dei medici e degli aspetti psicologici e di possibile stress che la visita può comportare -, l’età consigliabile per una prima visita varia dai due anni/due anni e mezzo (età di completamento della dentatura da latte) ai quattro/cinque anni (periodo che precede la caduta dei denti da latte e la permuta con quelli permanenti).
Se nella famiglia dei genitori ci sono patologie dentarie importanti e/o malformazioni evidenti, considerata la probabilità di trasmissione ereditaria, può essere opportuna, con le dovute cautele, una visita più precoce.

Il fluoro, aggiunto con i dosaggi prescritti nella dieta della mamma in gravidanza e poi nella dieta del neonato e del bambino, irrobustisce lo smalto dei denti, che diventano più resistenti all’attacco dei batteri della carie.
Ricerche universitarie quarantennali hanno provato l’innocuità del fluoro – nei dosaggi codificati – per gli altri organi del corpo, mentre hanno dimostrato statisticamente l’efficacia preventiva della carie.

L’estrazione di un dente è inevitabile quando, in presenza di una patologia correlata, non ci sono le condizioni per una terapia conservativa/endodontica e quando la permanenza del dente in bocca può provocare ulteriori lesioni ai denti vicini o all’osso circostante.

È meglio sostituire i denti mancanti con denti protesici – con impianti, con ponti, etc. – perché, diversamente, gli altri denti si inclinano verso gli spazi vuoti, creando spesso problemi di malocclusione e parodontali e all’articolazione della mandibola (ATM).
Né va trascurata la diminuzione dell’efficienza masticatoria (con possibili problemi gastrici e intestinali), possibili problemi nella deglutizione e nella fonazione e la negativa componente estetica e psicologica che, più frequentemente di quanto si creda, porta ad abitudini viziate e tic comportamentali.

L’otturazione è quella procedura terapeutica che il dentista esegue per riparare un dente cariato o eroso.
In pratica è la ricostruzione o ripristino dell’anatomia del dente, previa rimozione del tessuto cariato e protezione, con opportuni fondini e vernici, dell’integrità del nervo del dente stesso.

La sensibilità dei denti deve venire trattata in relazione alla causa che la scatena ed alle condizioni del dente sensibile.
Per esempio, un dente sensibile al freddo per una carie iniziale o per un’erosione dello smalto, deve essere otturato o ricostruito con opportuni isolanti che ostacolino la trasmissione termica.
In alcuni casi è sufficiente l’applicazione di vernici protettive.
In altri, quando la sensibilità è persistente e molesta, bisogna devitalizzare il dente.

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